Letto 790 volte
I lavoratori dell'impianto di depurazione di Galatina scrivono al Prefetto: serve un incontro urgente
Inviato il 21 dicembre 2007
Pubblichiamo la richiesta di incontro inviata al Prefetto.
Chiusura in data 31/12/2007 dell'impianto di depurazione di Galatina “loc. Spallaccia” a servizio dell'agglomerato industriale dei Comuni di Galatina e Soleto.
Richiesta di incontro urgente.
Facendo seguito alla nostra precedente del 17/10/07 e ai riscontri avuti alla stessa in data 17 u.s. dal Presidente del Consorzio SISRI Dott. Benincasa e in data 12 u.s. dalla Provincia di Lecce, con la presente, il personale operante sull’impianto in oggetto CHIEDE la convocazione di un tavolo URGENTE per l’individuazione di una soluzione ai gravi problemi occupazionali e ambientali che scaturiranno dalla chiusura dell’impianto in oggetto a far data 31/12/2007.
Chiede, altresì, la presenza al tavolo dei Sindaci dei Comuni di Galatina e Soleto, della Provincia di Lecce e del Consorzio SISRI proprietario dell’impianto.
Tiene inoltre ricordare che i lavori di adeguamento alla vigenti normative dell'impianto in parola sono fermi da settembre 2006 (lavori appaltati a Maggio 2006, iniziati e subito bloccati perchè i sindaci dell'agglomerato industriale di Galatina e Soleto non trovano ancora oggi l’accordo per la collocazione della vasca drenante).
Ribadisce, infine, il perpetrarsi disastro ambientale a scapito delle falde acquifere, e non solo, dovuto (ancora oggi) alla immissione nel sottosuolo “tal quale” dei reflui (provenienti dalle aziende insediate in detto agglomerato) perchè fuoriuscenti lungo lo sviluppo della rete fognante SISRI non più a tenuta stagna che porta al depuratore. E ciò nonostante i timidi lavori di ripristino di un modesto tratto della condotta (iniziati a Gennaio 2007 e stoppati a Giugno 2007 ) messi in atto dal Consorzio SISRI.
Oltre all'ambiente, a pagare le conseguenze, è anche il personale presente su detto impianto.
Di seguito, vengono ripresi alcuni “passi” importanti relativi all'impianto di depurazione in questione per meglio spiegare e comprendere lo stillicidio che le unità lavorative su detto impianto ancora oggi subiscono.
Lo Stillicidio:
Nonostante la ditta SIDI - gestore dell’impianto - si fosse attivata già da gennaio 2002 con varie e ripetute lettere di sollecito al Consorzio, ritenendo indispensabile procedere all'adeguamento dell'impianto (secondo quanto disposto dal D.Leg.vo 152/2003 al fine di garantire il corretto trattamento dei reflui con le dovute autorizzazioni all’impianto), si è verificato a danno dei lavoratori quanto segue:
1.Da Gennaio 2005, a seguito della scadenza al 31/12/2004 delle autorizzazioni legate all'impianto (scarico ed esercizio), le 10 unità lavorative presenti sull’impianto sono collocate in cassa integrazione.
2.A Giugno 2005, a seguito della proroga dei poteri conferiti al Commissario Regionale per l'emergenza Ambientale, l'impianto ottiene le nuove autorizzazioni e, pertanto, vengono richiamate dalla cassa integrazione solo otto unità lavorative.
3.A Dicembre 2005, per ragioni di scadenza delle stesse autorizzazioni (scarico ed esercizio), le unità lavorative vengono licenziate e poste in mobilità.
4.A Gennaio 2006, dopo varie trattative con il gestore, solo sei unità lavorative vengono richiamate sull'impianto (peraltro privo di autorizzazioni).
5.A Maggio 2006 l'impianto rientra in possesso delle necessarie autorizzazioni e ricomincia a lavorare con le sei unità lavorative fino al 31/12/06.
6.A Dicembre 2006 scadono sia le autorizzazioni dell'impianto (scarico ed esercizio) sia il contratto di gestione tra SIDI e Consorzio e, di conseguenza, le unità lavorative ricevono lettera di licenziamento con decorrenza 01/01/2007.
7.A Gennaio 2007 l’impianto di depurazione viene affidato in via provvisoria alla Ditta E.M.E.S. Srl con scadenza al 31/12/2007
8.A Marzo 2007 vengono richiamate dalla mobilità solo due unità lavorative mentre con il rinnovo delle autorizzazioni (scarico ed esercizio) vengono richiamate a Luglio 2007 le quattro rimanenti unità lavorative.
9.A Dicembre 2007 sono in scadenza le stesse autorizzazioni più volte sopra citate.
10.Sempre a Dicembre 2007, poiché i lavori di adeguamento dell’impianto non sono stati terminati (sono stati completati solo l’1% dei lavori previsti), il licenziamento, a meno di altre sorprese, sembra assicurato!
In attesa di un urgente riscontro porge distinti saluti.
Commenti
Commenta
I commenti per questo articolo sono stati chiusi.
Lecce: per usura arrestato Ennio Dantes. Sequestrati beni per un milione di euro | Melpignano: ucciso a colpi di fucile, forse conosceva l'assassino

Stampa
