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Lecce - Truffa per 6 milioni di euro: in manette due salentini
Inviato il 11 dicembre 2007
Operazioni false per ottenere finanziamenti pubblici, in questo caso ben 6 milioni di euro. L’ennesima truffa operata in provincia di Lecce è stata scoperta dal Nucleo di Polizia Tributaria della guardia di finanza di Bari che all’alba di oggi ha eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Ercole Aprile su richiesta del Pm del Tribunale di Lecce Imerio Tramis. In carcere sono finiti Salvatore D’Ambrosio, 67 anni e Rosario De Lorenzis, 57, entrambi di Alliste. Si tratta rispettivamente dell’amministratore delegato dell’azienda Edinform Spa, con sede a Lecce in via De Simone ed il ragioniere della stessa società, suo stretto collaboratore. Le altre due persone colpite dall’ordinanza sono cittadini israeliani, responsabili di una società di consulenza, al momento irreperibili. Nell’operazione, denominata “Register”, risultano indagate altre 11 persone, soggetti che a vario titolo, hanno partecipato alla truffa. L’accusa è di truffa aggravata per il conseguimento indebito di erogazioni a carico del bilancio nazionale e comunitario. L’azienda, che non è stata sequestrata, e che ancora in queste ore è interessata da una serie di perquisizioni, opera nel settore della fornitura di servizi informatici e telematici a pubbliche amministrazioni e aziende, nella maggior parte interessate da esigenze informative per la prevenzione ambientale.
Secondo le indagini la società avrebbe ottenuto indebitamente il finanziamento di 6 milioni di euro, di cui 3 milioni e 200 mila già percepiti. Il sistema della frode, che è stato accertato attraverso complesse indagini documentali e bancarie, consisteva nel rendicontare spese superiori a quelle effettivamente sostenute: in particolare costi di consulenza gonfiati attraverso fatture false emesse da compiacenti aziende nazionali e straniere. Secondo gli investigatori un ruolo fondamentale lo avevano i due cittadini israeliani, uno dei quali noto ricercatore in campo telematico. Attraverso la loro società producevano la documentazione per ottenere il finanziamento, intascandone buona parte.
Le indagini sono partite nel dicembre del 2005 e riguardano due importanti progetti di sviluppo pre-competitivo e ricerca industriale denominati “ Wamac“e “Gamac”, finanziati dal ministero delle attività produttive e dalla regione Puglia rispettivamente nell’ambito del Pia innovazione (pacchetto integrato di agevolazioni) e della legge numero 598/94. Entrambi i progetti sono finalizzati alla realizzazione di sofisticati contatori elettronici in grado di rilevare la lettura a distanza dei consumi e delle perdite di acqua e gas.
Mariella CostantiniFonte: Lecceprima
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