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Il bene comune per combattere la mafia
Inviato il 29 ottobre 2009
C‘è bisogno di una società civile attenta, del dialogo e del confronto, con l’impegno nella legalità per costruire una modalità diversa di vivere e per “un mondo liberato dalle mafie”, come auspica il Manifesto degli Stati generali dell’antimafia, realizzato a chiusura manifestazione svolta a Roma. Proprio il Manifesto – con un testo molto forte e l’obiettivo, tra gli altri impegni, di costruire una larga alleanza globale di solidarietà internazionale contro le mafie – è stato al centro della conferenza stampa svolta a Lecce presso la sede del Csv Salento, alla presenza del presidente del CSV Salento Luigi Russo, del presidente di Libera Puglia don Raffaele Bruno, dell’assessore provinciale al Terzo Settore Filomena d’Antini e dell’avvocato colombiano Maria del Pilar Silva Garay.
Il documento sottende l’idea di un’erosione dei diritti sviluppata nel corso degli anni, e da cui ha preso le mosse il sentimento di sfiducia nei confronti delle istituzioni e della politica. Una tendenza che si può superare “solo puntando sulla cultura e sul sapere – ha sottolineato Don Raffaele Bruno, responsabile di Libera Puglia – su un bene comune, a cominciare da quello dei poveri, di cui non si sente più parlare perchè si pensa solo al bene proprio, e ancora sull’educazione alla legalità”.
“E’ significativo il fatto di registrare la crescita delle associazioni nelle aree dei diritti civili e dell’ambiente – ha evidenziato Luigi Russo, Presidente Csv Salento – segno che su questo c‘è erosione, per cui i cittadini si organizzano per colmare determinate carenze. Il volontariato da solo non può fornire risposte sufficienti, ci vuole un agire comune che veda insieme il governo, il settore economico, le cooperative sociali”.
L’impegno alla ricerca della legalità e per combattere la corruzione è anche quello che porta avanti in Colombia l’avvocato Maria del Pilar Silva Garay, che partecipando alle Contromafie ha portato la propria straordinaria esperienza di difesa dei diritti civili. Maria Silva Garay è legata dal 1992 alla Corporazione Colettiva di Avvocati “José Alvear Restrepo”, un’organizzazione non-governativa affiliata con la Federazione Internazionale dei Diritti Umani. Nel proprio paese ha contribuito allo sviluppo di una strategia globale di difesa legale per le violazioni dei diritti umani, per garantire i diritti delle vittime alla verità, alla giustizia e al risarcimento integrale. La realtà della Colombia vede le politiche del governo attuale orientate a legalizzare l’impunità che copre le migliaia di crimini contro l’umanità commessi dai gruppi paramilitari, che agiscono nel paese con l’assenso, il consenso e la complicità di agenti dello Stato.
Don Raffaele Bruno ha messo l’accento sulla pervasività della cultura mafiosa, nel Mezzogiorno ma anche nel Salento: “mafia oggi è sempre meno pistola e sempre più camici bianchi, e guarda all’economia con intelligenza prospettica. Per cui è più facile trovarla guardando nella direzione, per esempio, dell’economia verde (dicasi eolico) perché lì c‘è l’affare del futuro, che nella direzione del racket e dell’estorsione o della prostituzione. I soldi neri riciclati cercano spazio nel mercato, cercano complicità della politica, lavorano sotto traccia. E poi adesso la situazione per questi colletti bianchi della mafia è favorevole, anche perché si è affermata una illegalità diffusa che si alimenta anche di erosione del valore delle istituzioni, della Costituzione”.
Filomena D’Antini ha detto che non tutta la politica è marcia, che c‘è anche chi crede nel valore della politica come strumento per la costruzione del Bene Comune e non vuole cedere al ricatto e alle lusinghe dell’illegalità. Pertanto, secondo l’assessore provinciale, occorre costruire altri e più importanti spazi di dialogo e collaborazione tra politica e cittadini volontari. Altrimenti a fallire saremo tutti.
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Spett.le redazione,
sarei molto lieto se pubblicaste on line in formato pdf i numeri successivi a giugno u.s.
Sono un vostro affezionato lettore ed essendo domiciliato all’estero sono chiaramente impossibilitato a reperire la versione cartacea della vostra testata.
Sono, inoltre, persuaso del fatto che molti cittadini del Capo di Leuca sparsi per l’Italia, l’Europa ed altri continenti per ragioni di lavoro e di studio assommerebbero alla mia la loro gratitudiine per la condiscendenza e la cortesia che sono certo manifesterete.
Cordiali Saluti
Castrignanese all’estero