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Corsano: cancellata la cultura! Il PDL: pensiamo alle cose serie
Inviato il 30 giugno 2009
La cultura? È fatta solo di carnevalate! E dopo 18 anni sparisce l’assessorato. Ritengo abbastanza grave che una amministrazione cancelli un assessorato così importante e che possa immaginare di dare un ruolo marginale alle attività culturali, sminuendo il tutto a semplice delega consiliare.
Eppure Corsano negli ultimi cinque anni era conosciuto in tutta la provincia di Lecce e alla Regione Puglia per i tanti progetti culturali presentati, tanto da poter aspirare ad essere “città di cultura.
Ora, come d’altronde era stato promesso in campagna elettorale, la nuova amministrazione ha voluto tagliare definitivamente con il passato e questo non fa ben sperare per una comunità che della cultura stava facendo la sua bandiera.
La nuova amministrazione, forse non ha ben chiaro quanto sia importante e basilare investire in cultura, perché la cultura è innanzitutto conoscenza, ma forse è considerato un settore che non offre risultati elettorali immediati e non si presta a favoritismi e creazione di luoghi di potere.
Sicuramente non poteva essere che questo l’epilogo dopo una campagna denigratoria e di derisione su internet e sulle piazze contro ogni attività culturale realizzata dalla passata amministrazione.
Si poteva augurare un buon lavoro ai nuovi amministratori, ma se questi sono i presupposti c’è da augurarsi solo che non si torni troppo indietro e si finisca per confondere le attività culturale con qualche spettacoluccio da quattro soldi, mentre in paese sono in tanti a chiedersi – che fine faranno le mille cose cominciate?”.
Cesario Ratano
Ex assessore alle Politiche Culturali Comune di Corsano
RISPONDE IL PDL, PER BOCCA DEL VICESINDACO BIAGIO PALUMBO
L’Amministrazione Comunale sin dal suo insediamento, ha inteso ridurre i costi della politica costituendo una giunta composta da 4 assessori a fronte dei 6 della precedente gestione, ed ha voluto coinvolgere i consiglieri comunali con deleghe specifiche e pregnanti. Sono questi i veri segnali di un cambio di rotta rispetto a chi ritiene di misurare l’attenzione verso le problematiche attraverso l’unico metro che conosce: quello della distribuzione delle poltrone. E’ umanamente comprensibile che chi pensava di essere l’unico detentore del sapere, dopo essere stato svegliato, grazie al voto popolare, dal sogno nel quale ha vissuto per un quinquennio, oggi cerchi di trovare un ruolo ed una visibilità perduti, per mezzo di polemiche pretestuose e scomposte. Dinanzi a tanta pochezza non è e non sarà necessaria alcuna risposta, perché quella più chiara e significativa è già stata data dai cittadini corsanesi. Per questo auguriamo alla nuova Ammnistrazione Comunale di continuare ad essere in sintonia con le esigenze e le istanze dei corsanesi, lasciando al passato le autocelebrazioni individualistiche che la nostra comunità ha serenamente ed inequivocabilmente bocciato. Corsano, 1 luglio 2009
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M’inchino dinanzi a cotanta profondità intellettuale!
Papa Galeazzo, avrebbe risposto: “ci c’entra lu culu cu le quattru tempore!” (il vocabolo è d’obbligo riprendendo testualmente una famosa novella del noto curato salentino).
Il vicesindaco, forse ancora ubriaco della vittoria elettorale, deve ancora ambientarsi alla nuova veste istituzionale e imparare a dare risposte, piuttosto che fare semplici e sterili proclami tipici di una campagna elettorale (quella passata) già di per sè anche fin troppo densa di derisioni, denigrazioni, bugie e quant’altro e che nulla hanno a che vedere con l’argomento in oggetto.
A meno che quando parla di ridurre i costi della politica, non voglia far riferimento ad un ipotetico ed esosissimo costo che la cultura avrebbe avuto negli ultimi tempi.
eppure, proprio lui in ogni Consiglio Comunale sul bilancio rimproverava l’amministrazione di non prevedere nemmeno un centesimo per Cultura e Sport… delle due, l’una: o qualcuno non vive a Corsano, o gli aministratori erano un tantino bravini nel ricercare altre fonti di finanziamento.
Sugli assessorati….. staremo a vedere quanto percepiranno, poi si può essere legittimati a parlare di spese con riferimenti al passato… altro che poltrone!
La “pietà” e la “comprensione”, poi, non credo siano il “piatto forte” di chi considera “pochezza” l’attività di chi ha avuto un “ruolo ed una visibilità” non solo nell’ultimo quinquennio, ma negli utlimi trent’anni, quando altri si crogiolavano in altre cosette. Questione di rispetto e di memoria!
Una cosa è certa ed inequivocabile: L’ASSESSORATO ALLA CULTURA NON ESISTE PIU’!